φιλία

Philia


Una carta che ha tenuto memoria.

[ Philia — opera della collezione, 23×23 cm ]
— SUL LEGAME

I greci avevano una parola per l'amore che dura senza ardere. Philia era l'amicizia profonda — quella che si misura non nei momenti alti, ma nella quantità di silenzi condivisibili. Aristotele la chiamava la più pura delle relazioni perché, diceva, non chiede: riconosce.

È l'amore che si tiene a bada da sé: non grida, non possiede, non incalza. Sa solo essere lì. La carta che ne porta il segno è una carta che ha già visto cose: leggermente vissuta, con un tatto familiare, capace di custodire pensieri condivisi senza il bisogno di spiegarli.

Un paper poetry Philia è il modo per dire a qualcuno ti riconosco da molto tempo: al tuo migliore amico, alla persona che ti ha tenuto la mano in un momento difficile, a chi ha condiviso con te un capitolo intero di vita.

— LA CARTA

Una carta che ha già vissuto: leggermente fibrosa, con un tatto che riconosci. La carta delle biblioteche e dei taccuini — quella che migliora invecchiando.

— IL SEGNO

Due forme che si toccano senza sovrapporsi. Lo spazio tra l'una e l'altra è dove vive il riconoscimento.

— PER CHI

Tre modi di dire Philia
con un paper poetry.

Un compleanno fra amici
Per chi ti conosce da prima che tu sapessi chi saresti.
Un grazie senza occasione
Quando la presenza di qualcuno pesa, semplicemente.
Un saluto dopo un addio
Per le amicizie che si trasferiscono ma non si interrompono.
— PHILIA, PER QUALCUNO?

C'è un nome,
che riconosci da molto tempo.

Scrivici e ti richiameremo. In una breve call ci racconti per chi e perché — al resto pensiamo noi.

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