στοργή

Storgé


Una carta che avvolge.

[ Storgé — opera della collezione, 23×23 cm ]
— SUL TEPORE

Storgé è l'amore senza fuochi. Non quello che brucia (Eros), non quello che riconosce (Philia), non quello che dona (Agape) — ma quello che semplicemente resta. È l'affetto familiare nella sua forma più antica: il calore della tana, il rumore di chi cucina nell'altra stanza, la voce che chiede come stai senza aspettare una risposta lunga.

I greci sapevano che è un amore difficile da nominare perché non ha eventi. Storgé non si dichiara, non si celebra, non si rinnova: si abita. È il tessuto che tiene insieme una famiglia, una casa, una storia condivisa.

Un paper poetry Storgé è il modo per dire grazie a chi non ti chiede mai di essere ringraziato, perché tanto è famiglia.

— LA CARTA

Avorio caldo, fibre visibili. Una carta domestica, da cassetto buono. Non perfetta — ed è per questo che è giusta.

— IL SEGNO

Un cerchio che ne contiene altri. La forma del nido, della casa, dello stare insieme.

— PER CHI

Tre modi di dire Storgé
con un paper poetry.

Un ringraziamento ai genitori
Per chi c'è da prima che tu sapessi servisse esserci.
Un compleanno in famiglia
Per quelli a cui non si fanno auguri formali, e proprio per questo se ne meriterebbero di belli.
Un pensiero ai tuoi figli
Una composizione da consegnare adesso, da rileggere quando saranno grandi.
— STORGÉ, PER QUALCUNO?

C'è un nome,
che ti ha sempre tenuto la stanza calda.

Scrivici e ti richiameremo. In una breve call ci racconti per chi e perché — al resto pensiamo noi.

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